L’Alzheimer e i Disturbi Cognitivi in Piemonte
Con oltre 166.000 casi registrati in Piemonte, l’Alzheimer e altre forme di disturbi cognitivi sono destinati a diventare una delle principali cause di disabilità nella regione, ma con la prevenzione potrebbero essere il 51% in meno. Questo fenomeno è fortemente legato all’invecchiamento della popolazione, che sta contribuendo a un costante incremento dei casi. Nonostante i progressi recenti in ambito diagnostico, terapeutico e tecnologico, ci sono ancora significative sfide da affrontare per garantire un accesso equo ai servizi di assistenza, diagnosi e cura. Questi temi sono stati approfonditi in un articolo di Cinzia Gatti su Vconews, che ha riportato i principali argomenti discussi nel convegno “Nuove sfide per il disturbo cognitivo. Traiettorie da esplorare”, svoltosi a Torino il 10 marzo e organizzato da Motore Sanità.
Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2024 si stima che in Piemonte ci saranno oltre 92.000 casi di demenza tra gli over 65, con il 60-70% di questi legati all’Alzheimer. Inoltre, si prevedono oltre 1.700 casi di demenza ad esordio precoce tra persone di età compresa tra i 35 e i 64 anni. Le donne risultano essere maggiormente colpite rispetto agli uomini, con un rapporto di 2,3 nelle fasce d’età più avanzate.
La provincia di Torino è la più colpita, con oltre 47.000 casi tra gli over 65 e oltre 880 casi di demenza ad esordio precoce. Seguono le province di Cuneo e Alessandria, con circa 11.600 e 9.600 casi, rispettivamente, nella popolazione anziana. Anche province più piccole come Novara, Biella e Asti presentano numeri significativi, con circa 4.000 casi ciascuna.
La Prevenzione: Un Ruolo Cruciale
La prevenzione gioca un ruolo fondamentale nel ridurre l’incidenza della malattia; secondo gli esperti, nel caso del Piemonte, circa il 51% dei casi di Alzheimer potrebbe essere evitato. Riducendo i principali fattori di rischio, come il fumo, l’obesità, il diabete e la sedentarietà si potrebbe ottenere questo risultato. In particolare, Piero Secreto, Direttore della SC Geriatria U.O. dell’Ospedale Fatebenefratelli di San Maurizio Canavese, ha affermato che, con una politica di prevenzione mirata, 28.000 casi potrebbero essere evitati nei prossimi cinque anni in Piemonte.
L’assessore alla sanità Federico Riboldi ha sottolineato l’urgenza di affrontare il tema delle malattie cognitive, dichiarando: “Queste patologie sono in continuo aumento e richiedono un cambio di paradigma. Fino ad ora, i finanziamenti sono stati principalmente destinati alla parte clinica, mentre l’assistenza e i servizi sul territorio sono stati considerati marginali.” Riboldi ha aggiunto che il nuovo piano sociosanitario in fase di stesura darà ampio spazio ai disturbi cognitivi, con il contributo delle associazioni locali.
In sintesi, la crescente incidenza dei disturbi cognitivi, in particolare dell’Alzheimer, evidenzia la necessità di interventi concreti, non solo sul piano della cura, ma anche attraverso politiche di prevenzione e un rafforzamento dei servizi di assistenza sul territorio. Solo con un approccio integrato e tempestivo sarà possibile affrontare efficacemente questa crescente sfida per la salute pubblica.
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